Il valore dell’AI legale sta nel modello o nello stack?
È una domanda poco discussa ma centrale: chi controlla il codice? Dove vivono i dati? Quanto è davvero auditabile lo strumento e, soprattutto, quanto puoi portarti via se decidi di cambiare fornitore?
Forse la differenza tra uno strumento che ti rende più bravo e uno che ti rende solo più dipendente (evitando il cosiddetto lock-in tecnologico) si gioca proprio in queste scelte di architettura.
Ne ha parlato l’Avv. Gianmaria Pesce su Norme & Tributi Plus Il Sole 24 Ore, analizzando il passaggio dai modelli chiusi verso gli “stack aperti” come MikeOSS e Lavern, e la corsa degli studi legali verso una tecnologia che sia finalmente ispezionabile e su misura.
L’articolo completo è disponibile qui: https://ntplusdiritto.ilsole24ore.com/art/AIwIEAdD