I Contratti di sviluppo: ne ha parlato l’Avv. Claudio Bonora su ItaliaOggi

Negli ultimi anni, il Contratto di sviluppo (CdS) si è consolidato come uno degli strumenti di rilievo della politica industriale in Italia, capace di sostenere programmi di investimento complessi e di grandi dimensioni. Tra il 2014 e il 2025, questa misura ha attivato circa 10 miliardi di euro di risorse, con l’obiettivo di raggiungere i 15 miliardi complessivi grazie ai nuovi stanziamenti del PNRR e della legge di bilancio.

Per le imprese, e in particolare per le PMI che partecipano a progetti di filiera, l’accesso a questi fondi non è solo una questione finanziaria, ma una sfida che richiede un approccio multidisciplinare. In questo scenario, il ruolo dei legali è quello di coordinare la contrattualistica ordinaria con le rigide prescrizioni normative necessarie per ottenere e mantenere le agevolazioni.

Secondo l’Avv. Claudio Bonora la gestione di questi strumenti presenta sfide peculiari, specialmente quando l’investimento coinvolge più aziende per raggiungere le soglie minime richieste.

Il “puzzle” delle clausole contrattuali

L’Avv. Bonora sottolinea come la complessità tecnica si rifletta direttamente nel diritto: i contratti presentano infatti clausole sospensive e risolutive che debbono essere calibrate con estrema precisione affinché si incastrino in un “puzzle” coerente. Questo è fondamentale per garantire stabilità a tutta la filiera:

  • Fornitori: Hanno bisogno della certezza di vendere i macchinari prodotti prima di acquistare i materiali necessari alla loro produzione.
  • Clienti: Non procedono all’investimento senza la ragionevole sicurezza di ottenere i contributi ipotizzati.
  • Imprese esecutrici: Richiedono margini di flessibilità per gestire imprevisti durante la realizzazione o il collaudo delle opere.

Operatività e settori di intervento

Nonostante l’importanza dello strumento, L’Avv. Bonora osserva che il numero di contratti attivati appare ancora limitato e che le recenti modifiche normative non hanno richiesto cambiamenti nella struttura organizzativa del suo studio. Attualmente, lo studio sta supportando investimenti significativi in macchinari industriali e progetti legati alle energie pulite, processi che risultano tuttora in corso.

Il coordinamento con i tecnici

Un punto chiave evidenziato dall’avvocato è che la consulenza legale non può essere isolata. La contrattualistica deve necessariamente avvalersi del contributo di tecnici specializzati e agenzie che assistono le aziende nell’ottenimento dei fondi pubblici. Spesso, l’attività del legale consiste nel coordinarsi con partner di settore con cui le aziende hanno già rapporti consolidati.

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